Adoro le maldicenze che riguardano gli altri, ma quelle che mi riguardano non mi interessano.
Non hanno il fascino della novità.
Oscar Wilde

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Segnalazioni poesie
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- Location:sameless
- Mood:
determined - Music:Soundgarden - Pretty Noose -
Giudici che arrivano quando più gli aggrada, avvocati che sembra si allenino per sostenere le eliminatiore per partecipare a "Veline"... non so perché mi arrabbio ancora.
Inutile incazzarsi...
bisognerebbe passare alla molotov,
ma con serenità...
(sembra quasi un haiku)
Inutile incazzarsi...
bisognerebbe passare alla molotov,
ma con serenità...
(sembra quasi un haiku)
- Mood:
cynical
Happy Birthday
ewyn!
Ci sono capitata per caso, anche se ne avevo già sentito parlare, fateci un giro: Paris vs New York, a tally of two cities
Per me vince New York (io e la capitale dell'amore non ci siamo mai volute bene!) e per voi?
Per me vince New York (io e la capitale dell'amore non ci siamo mai volute bene!) e per voi?
- Mood:
tired
- Mood:
exhausted
Non so se e per cosa lo userò, ma questo è il mio indirizzo su Dreamwidth
- Mood:
tired
Volevo giusto fare due righe di post per raccontare delle mie molteplici feste di compleanno di quest'anno, un po' delle quali a Londra con
Purtroppo nei locali dove siamo state non era possibile scattare fotografie, quindi per questa volta mi sono avvalsa delle immagini che ho trovato in giro per il web... la foto in testa al post è di Gordons presso Selfridges, dove, oltre ad essere un buon posto per consumare un pranzo leggero, si può ammirare il bellissimo soffito a lastre di rame decorate con motivi floreali e le plafoniere in vetro in stile liberty.
- Mood:
stressed
"I giorni della Merla" in significazione di giorni freddissimi. L'origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s'aspettò l'occasione di questi giorni : ne' quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all'altra riva. Altri altrimenti contano : esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne' quali passò sovra il fiume gelato.
Sebastiano Pauli. Modi di dire toscani ricercati nella loro origine. p. 341 Venezia, appresso Simone Occhi MDCCXL (1740).
A me da bambina hanno raccontato invece che il nome di questo periodo deriva dal fatto che, per il grande freddo, tutti i merli (che ai quei tempi erano bianchi), si erano nascosti nei camini e quando erano usciti il primo febbraio erano diventati neri.
Sebastiano Pauli. Modi di dire toscani ricercati nella loro origine. p. 341 Venezia, appresso Simone Occhi MDCCXL (1740).
A me da bambina hanno raccontato invece che il nome di questo periodo deriva dal fatto che, per il grande freddo, tutti i merli (che ai quei tempi erano bianchi), si erano nascosti nei camini e quando erano usciti il primo febbraio erano diventati neri.
- Mood:
bored
Titolo: La Talpa
Regia: Tomas Alfredson
Con: Gary Oldman, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Colin Firth, Stephen Graham, Tom Hardy, Ciarán Hinds, John Hurt, Toby Jones, Svetlana Khodchenko, Simon McBurney, Mark Strong, Jared Harris
Titolo originale: Tinker Tailor Soldier Spy
Genere: Spionaggio
Durata: 127 min.
Produzione: Gran Bretagna, Francia, Germania
Anno: 2011
Con un balzo di quarant’anni indietro nel tempo ci ritroviamo improvvisamente nella Londra degli anni 70’, in piena guerra fredda, a seguire le indagini dell’agente Smiley all’interno dell’MI6, alla ricerca di un agente doppio, una talpa al soldo di Mosca.
Con questo film abbiamo tra le mani un oggetto complesso ed estremamente elgante, di cui non mi azzardo neppure a cercare di fare un sunto, da una parte sarebbe incompleto, dall’altra svelerebbe troppo.
Al di là dell’intreccio spionistico, sono gli uomini e i loro sentimenti ad essere analizzati, all’interno di una storia che non scorre mai lineare, fatta di continui flashback, dove quello che viene taciuto rivela molto più di quello che viene palesato e in cui alla fine è l’amore (o meglio il sentimento amoroso), che muove gli ingranaggi della storia e porta a compimento ogni destino, anche il più tragico.
Regia: Tomas Alfredson
Con: Gary Oldman, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Colin Firth, Stephen Graham, Tom Hardy, Ciarán Hinds, John Hurt, Toby Jones, Svetlana Khodchenko, Simon McBurney, Mark Strong, Jared Harris
Titolo originale: Tinker Tailor Soldier Spy
Genere: Spionaggio
Durata: 127 min.
Produzione: Gran Bretagna, Francia, Germania
Anno: 2011
Con un balzo di quarant’anni indietro nel tempo ci ritroviamo improvvisamente nella Londra degli anni 70’, in piena guerra fredda, a seguire le indagini dell’agente Smiley all’interno dell’MI6, alla ricerca di un agente doppio, una talpa al soldo di Mosca.
Con questo film abbiamo tra le mani un oggetto complesso ed estremamente elgante, di cui non mi azzardo neppure a cercare di fare un sunto, da una parte sarebbe incompleto, dall’altra svelerebbe troppo.
Al di là dell’intreccio spionistico, sono gli uomini e i loro sentimenti ad essere analizzati, all’interno di una storia che non scorre mai lineare, fatta di continui flashback, dove quello che viene taciuto rivela molto più di quello che viene palesato e in cui alla fine è l’amore (o meglio il sentimento amoroso), che muove gli ingranaggi della storia e porta a compimento ogni destino, anche il più tragico.
- Mood:
cold
Da qui a poche ore saremo nel 2012, sperando sia meglio di quello che ci aspettiamo, alla faccia delle profezie Maya, dell'anno bisestile e di cose ben più concrete che sappiamo arriveranno.
Per conto mio, in questi giorni, mi sono imbattuta in un paio di vecchie poesie che mi fecero imparare a memoria alle elementari e ve le propongo come auspicio di buona fortuna.
Per conto mio, in questi giorni, mi sono imbattuta in un paio di vecchie poesie che mi fecero imparare a memoria alle elementari e ve le propongo come auspicio di buona fortuna.
Buon 2012 a tutti!

L'Anno Nuovo di Gianni Rodari
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Il Primo Giorno dell'Anno di Pablo Neruda
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

L'Anno Nuovo di Gianni Rodari
Indovinami, indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?
Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un carnevale e un ferragosto,
e il giorno dopo il lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno.
Il Primo Giorno dell'Anno di Pablo Neruda
Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.
Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli...
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.
Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.
- Mood:
tired
Eccoci giunti anche quest'anno all'appuntamento con il racconto di Natale, l'autore è uno dei miei scrittori italiani preferiti: Dino Buzzati.
Tetro e ogivale è l'antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d'inverno. E l'adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c'è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale - ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova speranza, il vecchio scapolo il compagno di dissipazioni, il carcerato la voce di un altro dalla cella vicina. Come farà l'arcivescovo? Sorrideva lo zelante don Valentino, segretario di sua eccellenza, udendo la gente parlare così. L'arcivescovo ha Dio, la sera di Natale. Inginocchiato solo soletto nel mezzo della cattedrale gelida e deserta a prima vista potrebbe quasi far pena, e invece se si sapesse! Solo soletto non è, non ha neanche freddo, né si sente abbandonato. Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l'arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e, pur mancando le stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati e salgono dagli sfiatatoi dei sotterranei sporgendo gentilmente la testa dalle balaustre dei confessionali.
Tetro e ogivale è l'antico palazzo dei vescovi, stillante salnitro dai muri, rimanerci è un supplizio nelle notti d'inverno. E l'adiacente cattedrale è immensa, a girarla tutta non basta una vita, e c'è un tale intrico di cappelle e sacrestie che, dopo secoli di abbandono, ne sono rimaste alcune pressoché inesplorate. Che farà la sera di Natale - ci si domanda – lo scarno arcivescovo tutto solo, mentre la città è in festa? Come potrà vincere la malinconia? Tutti hanno una consolazione: il bimbo ha il treno e pinocchio, la sorellina ha la bambola, la mamma ha i figli intorno a sé, il malato una nuova speranza, il vecchio scapolo il compagno di dissipazioni, il carcerato la voce di un altro dalla cella vicina. Come farà l'arcivescovo? Sorrideva lo zelante don Valentino, segretario di sua eccellenza, udendo la gente parlare così. L'arcivescovo ha Dio, la sera di Natale. Inginocchiato solo soletto nel mezzo della cattedrale gelida e deserta a prima vista potrebbe quasi far pena, e invece se si sapesse! Solo soletto non è, non ha neanche freddo, né si sente abbandonato. Nella sera di Natale Dio dilaga nel tempio, per l'arcivescovo, le navate ne rigurgitano letteralmente, al punto che le porte stentano a chiudersi; e, pur mancando le stufe, fa così caldo che le vecchie bisce bianche si risvegliano nei sepolcri degli storici abati e salgono dagli sfiatatoi dei sotterranei sporgendo gentilmente la testa dalle balaustre dei confessionali.
- Mood:
exanimate
Eccoci al post annuale su Santa Lucia, siete stati buoni? La Santa vi ha portato i dolci?
"Altro costume si è quello de' fanciulli che espongono le loro scarpe sulle finestre nella notte di S. Lucia.
E' pia credenza nella buona fede de' ragazzi, che quella Santa con certo suo alato asino celeste, svolazzi quella notte su pei balconi delle case e riempia di doni le scarpe che si trovano esposte, di ciambelle, di canditi e di confetti.
Né per tutta quella lunga notte si chiude occhio tanta è la divota trepidazione e il desiderio che la mattina trovinsi piene le scarpe, che di soppiatto appunto si empiono dai parenti.
Quest'uso è pure pretesto gentile di regalarsi fra i maggiori e gli amanti."
"Altro costume si è quello de' fanciulli che espongono le loro scarpe sulle finestre nella notte di S. Lucia.
E' pia credenza nella buona fede de' ragazzi, che quella Santa con certo suo alato asino celeste, svolazzi quella notte su pei balconi delle case e riempia di doni le scarpe che si trovano esposte, di ciambelle, di canditi e di confetti.
Né per tutta quella lunga notte si chiude occhio tanta è la divota trepidazione e il desiderio che la mattina trovinsi piene le scarpe, che di soppiatto appunto si empiono dai parenti.
Quest'uso è pure pretesto gentile di regalarsi fra i maggiori e gli amanti."
Informazioni sul ciclo dell'anno nel Dipartimento del Mella (Regno Italico, 1804-1814) inviate il 30 dicembre 1811 da Cesare Arici al sig. Conte Giovanni Scopoli, Consigliere di Stato e Direttore Generale della Pubblica Istruzione, Stampa e Libreria del Regno
- Mood:
busy
Happy Birthday
nuvolanera
L'unico programma della RAI per cui vale la pena di pagare il canone.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me dia/ContentItem-f9226495-d2dc-4068-8c7b-d 34df2ebfe8f.html#p=0
Video Rai.TV - Passepartout - Breve saga degli Hohenzollern - Passepartout
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me
Video Rai.TV - Passepartout - Breve saga degli Hohenzollern - Passepartout
- Mood:
busy
Video nostalgico della domenica ;)
- Mood:
nostalgic
Regalo da
elenelessar
Finalmente il regalo di Natale dell'anno scorso di
elenelessar è riuscito ad arrivare fino a me ed è bellissimo!
Vi posto qualche foto :)
Vi posto qualche foto :)
- Mood:
cold
Voglio fare una premessa prima di cominciare a parlare del libro con animo sereno, perché non voglio che mi si accusi di consigliare libri tenendone nascosti i difetti, che in questo caso sono due: uno oggettivo e l’altro soggettivo.
Il difetto oggettivo deriva da un editing abbastanza “distratto”, che fa saltare all’occhio soprattutto le ripetizioni, anche di intere frasi in alcuni punti. Quello soggettivo me l’hanno fatto notare altri lettori, che lamentavano un linguaggio decisamente forte. Io non ne ho sofferto, ma visto che non ne accennerò nella mia recensione (almeno non come difetto), vi avverto prima.
( Dicevamo... )
- Mood:
melancholy
La tovaglia
Le dicevano: - Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
( continua )
Giovanni Pascoli
da Canti di Castelvecchio, 1903

Vilhelm Hammershøi, Interno con ragazza al pianoforte, 1901
Le dicevano: - Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
( continua )
Giovanni Pascoli
da Canti di Castelvecchio, 1903

Vilhelm Hammershøi, Interno con ragazza al pianoforte, 1901
- Mood:
bored

rushed
anxious
amused
calm




excited


full
accomplished





