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Nonostante le premesse drammatiche al 31, siamo riuscite in qualche modo a salvare la situazione, ovvero io e
La Micia abbiamo convinto la
Twin a rinunciare al progetto di cucinare lei la cena e siamo andate in uno dei nostri ristoranti preferiti dove ci siamo nutrite di ottimo salmone selvaggio.
Ovviamente visto che volevamo degnamente festeggiare Halloween a casa di
ewyn ci siamo messe sotto le coperte di pile, sgranocchiando biscotti, bevendo brandy e guardando un classico della filmografia dell'horror in bianco e nero Suspense (The Innocents, 1961), con Deborah Kerr, tratto dal Giro di Vite dh Henry James.
Avevo proprio bisogno di una bella riunione all'insegna della chiacchera e della divagazione mentale, sperando che presto si possa ripetere l'esperienza, magari facendo un piccolo viaggio insieme^^
Ovviamente visto che volevamo degnamente festeggiare Halloween a casa di
Avevo proprio bisogno di una bella riunione all'insegna della chiacchera e della divagazione mentale, sperando che presto si possa ripetere l'esperienza, magari facendo un piccolo viaggio insieme^^
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«Con l’affermarsi della nuova religione cristiana, la Chiesa cercò di cancellare le antiche feste “pagane”, cioè appartenenti a religioni precedenti, non abolendole, ma appropriandosene, riconducendole nel proprio ambito e mantenendone vivi solo la data, ma in parte anche il significato. Così, per cristianizzare il Capodanno Celtico, la chiesa pose al 1° novembre la festa di Ognissanti, alla cui diffusione contribuì soprattutto Alcuino (735-804), l’autorevole consigliere di Carlo Magno.
Qualche decennio dopo, l’imperatore Ludovico il Pio, su richiesta di papa Gregorio IV (827-844), ispirato a sua volta dai vescovi locali, la estese a tutto il regno franco. Ma ci vollero ancora molti secoli perché il 1° novembre diventasse per tutta la Chiesa d’occidente la festa di Ognissanti: fu infatti papa Sisto IV a renderla obbligatoria nel 1475. Per non snaturare le caratteristiche di “festa dei morti” dell’antico Capodanno Celtico, prendendo atto che comunque il popolo (e in larga parte anche il clero) continuava a conservarle, la Chiesa poi dedicò il giorno successivo, 2 novembre, alla Commemorazione dei defunti: fu Odilone di Cluny, nel 998, a ordinare ai Cenobi dipendenti dell’abbazia di celebrare l’ufficio dei defunti a partire dal vespro del primo di novembre, mentre il giorno seguente i sacerdoti avrebbero offerto al Signore l’Eucarestia pro requie omnium defunctorum. Il rito poi si diffuse a poco a poco al resto d’Europa, giungendo a Roma solo nel XIV secolo.
Al di là dei dati storici e degli aspetti della religiosità “ufficiale”, quel che è certo è che nel folklore europeo, e quindi anche italiano, i primi giorni di novembre hanno conservato aspetti che riportano a un antico capodanno; per esempio, come scrive Paolo Toschi, si può registrare l’usanza delle strenne in quei giorni in varie parti d’Italia: e in quel caso i doni, vuole la tradizione, sono portati dai morti. Infatti l’aspetto più evidente in quel periodo è, come abbiamo detto, legato ad una celebrazione dei defunti.»
Eraldo Baldini
Questo libro è molto interessante, ve ne parlerò ancora nei prossimi giorni.
Qualche decennio dopo, l’imperatore Ludovico il Pio, su richiesta di papa Gregorio IV (827-844), ispirato a sua volta dai vescovi locali, la estese a tutto il regno franco. Ma ci vollero ancora molti secoli perché il 1° novembre diventasse per tutta la Chiesa d’occidente la festa di Ognissanti: fu infatti papa Sisto IV a renderla obbligatoria nel 1475. Per non snaturare le caratteristiche di “festa dei morti” dell’antico Capodanno Celtico, prendendo atto che comunque il popolo (e in larga parte anche il clero) continuava a conservarle, la Chiesa poi dedicò il giorno successivo, 2 novembre, alla Commemorazione dei defunti: fu Odilone di Cluny, nel 998, a ordinare ai Cenobi dipendenti dell’abbazia di celebrare l’ufficio dei defunti a partire dal vespro del primo di novembre, mentre il giorno seguente i sacerdoti avrebbero offerto al Signore l’Eucarestia pro requie omnium defunctorum. Il rito poi si diffuse a poco a poco al resto d’Europa, giungendo a Roma solo nel XIV secolo.
Al di là dei dati storici e degli aspetti della religiosità “ufficiale”, quel che è certo è che nel folklore europeo, e quindi anche italiano, i primi giorni di novembre hanno conservato aspetti che riportano a un antico capodanno; per esempio, come scrive Paolo Toschi, si può registrare l’usanza delle strenne in quei giorni in varie parti d’Italia: e in quel caso i doni, vuole la tradizione, sono portati dai morti. Infatti l’aspetto più evidente in quel periodo è, come abbiamo detto, legato ad una celebrazione dei defunti.»
Eraldo Baldini
Questo libro è molto interessante, ve ne parlerò ancora nei prossimi giorni.
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Ecco anche oggi un post dedicato alla Festa dei Morti... questa volta è una poesia di Giovanni Pascoli
La tovaglia
Le dicevano: - Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
( continua )
Giovanni Pascoli
da Canti di Castelvecchio, 1903

Vilhelm Hammershøi, Interno con ragazza al pianoforte, 1901
Le dicevano: - Bambina!
che tu non lasci mai stesa,
dalla sera alla mattina,
ma porta dove l'hai presa,
la tovaglia bianca, appena
ch'è terminata la cena!
Bada, che vengono i morti!
i tristi, i pallidi morti!
Entrano, ansimano muti.
Ognuno è tanto mai stanco!
E si fermano seduti
la notte intorno a quel bianco.
Stanno lì sino al domani,
col capo tra le due mani,
senza che nulla si senta,
sotto la lampada spenta. -
( continua )
Giovanni Pascoli
da Canti di Castelvecchio, 1903

Vilhelm Hammershøi, Interno con ragazza al pianoforte, 1901
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Vediamo se questa settimana riesco a mantenere il proposito di fare un po' di post relativi ad Halloween e alla Festa dei Morti in generale.
Oggi vi propongo questo breve racconto^_-
Nella collina solitaria, irta di croci sull'occidente imporporato, dove non odesi mai canto di vendemmia, né belato d'armenti, c'è un'ora di festa, quando l'autunno muore sulle aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta. Allora la folla si riversa chiassosa nei viali ombreggiati di cipressi, e gli amanti si cercano dietro le tombe.
Ma laggiù, nella riviera nera dove termina la città, c'era una chiesuola abbandonata, che racchiudeva altre tombe, sulle quali nessuno andava a deporre dei fiori. Solo un istante i vetri della sua finestra s'accendevano al tramonto, quasi un faro pei naviganti, mentre la notte sorgeva dal precipizio, e la chiesuola era ancora bianca nell'azzurro, appollaiata come un gabbiano in cima allo scoglio altissimo che scendeva a picco sino al mare. Ai suoi piedi, nell'abisso già nero, sprofondavasi una caverna sotterranea, battuta dalle onde, piena di rumori e di bagliori sinistri, di cui il riflusso spalancava la bocca orlata di spuma nelle tenebre.
Narrava la leggenda che la caverna sotterranea, per un passaggio misterioso, fosse in comunicazione colla sepoltura della chiesetta soprastante; e che ogni anno, il dì dei Morti - nell'ora in cui le mamme vanno in punta di piedi a mettere dolci e giocattoli nelle piccole scarpe dei loro bimbi, e questi sognano lunghe file di fantasmi bianchi carichi di regali lucenti, e le ragazze provano sorridendo dinanzi allo specchio gli orecchini o lo spillone che il fidanzato ha mandato in dono per i morti - un prete sepolto da cent'anni nella chiesuola abbandonata, si levasse dal cataletto, colla stola indosso, insieme a tutti gli altri che dormivano al pari di lui nella medesima sepoltura, colle mani pallide in croce, e scendessero a convito nella caverna sottostante, che chiamavasi per ciò «la Camera del Prete». Dal largo, verso Agnone, i naviganti s'additavano l'illuminazione paurosa del festino, come una luna rossa sorgente dalla tetra riviera.
Oggi vi propongo questo breve racconto^_-
La festa dei morti da "Vagabondaggio" (1887)
di Giovanni Verga
di Giovanni Verga
Nella collina solitaria, irta di croci sull'occidente imporporato, dove non odesi mai canto di vendemmia, né belato d'armenti, c'è un'ora di festa, quando l'autunno muore sulle aiuole infiorate, e i funebri rintocchi che commemorano i defunti dileguano verso il sole che tramonta. Allora la folla si riversa chiassosa nei viali ombreggiati di cipressi, e gli amanti si cercano dietro le tombe.
Ma laggiù, nella riviera nera dove termina la città, c'era una chiesuola abbandonata, che racchiudeva altre tombe, sulle quali nessuno andava a deporre dei fiori. Solo un istante i vetri della sua finestra s'accendevano al tramonto, quasi un faro pei naviganti, mentre la notte sorgeva dal precipizio, e la chiesuola era ancora bianca nell'azzurro, appollaiata come un gabbiano in cima allo scoglio altissimo che scendeva a picco sino al mare. Ai suoi piedi, nell'abisso già nero, sprofondavasi una caverna sotterranea, battuta dalle onde, piena di rumori e di bagliori sinistri, di cui il riflusso spalancava la bocca orlata di spuma nelle tenebre.
Narrava la leggenda che la caverna sotterranea, per un passaggio misterioso, fosse in comunicazione colla sepoltura della chiesetta soprastante; e che ogni anno, il dì dei Morti - nell'ora in cui le mamme vanno in punta di piedi a mettere dolci e giocattoli nelle piccole scarpe dei loro bimbi, e questi sognano lunghe file di fantasmi bianchi carichi di regali lucenti, e le ragazze provano sorridendo dinanzi allo specchio gli orecchini o lo spillone che il fidanzato ha mandato in dono per i morti - un prete sepolto da cent'anni nella chiesuola abbandonata, si levasse dal cataletto, colla stola indosso, insieme a tutti gli altri che dormivano al pari di lui nella medesima sepoltura, colle mani pallide in croce, e scendessero a convito nella caverna sottostante, che chiamavasi per ciò «la Camera del Prete». Dal largo, verso Agnone, i naviganti s'additavano l'illuminazione paurosa del festino, come una luna rossa sorgente dalla tetra riviera.
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A mezzanotte si è chiuso il settimo prompt della tabella
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Non avevo la più pallida idea di come concludere questo meme, poi
Kalahari mi ha passato in Skype questo video e ho pensato di divederlo con tutti voi.
Sembra una serie interessante, mi piacerebbe molto vederla visto che il film mi era piaciuto parecchio.
Non avevo la più pallida idea di come concludere questo meme, poi
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Visto che stamattina ho cominciato a leggere un grazioso libricino intitolato Oscar Wilde e i delitti a lume di candela, vi lascio una sia citazione.
Day 7: qualsiasi cosa stuzzichi la tua fantasia
Visto che stamattina ho cominciato a leggere un grazioso libricino intitolato Oscar Wilde e i delitti a lume di candela, vi lascio una sia citazione.
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Oggi Un Libro e Una Fic^__-
Il Libro perché è una cosa recente che ho appena recensito e la Fic perché... beh perché mi era piaciuta tanto ed è stato bello rileggerla^*^
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Il Libro perché è una cosa recente che ho appena recensito e la Fic perché... beh perché mi era piaciuta tanto ed è stato bello rileggerla^*^
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Mi piace quest'immagine.
Sembra rappresenti insieme tutte le speranze e le ansie che accompagnano una partenza per un luogo sconuosciuto.
Assomiglia all'incipit di un racconto di Buzzati.

Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.
da Corriere della sera, 20 maggio 1949; anche in Dino Buzzati al Giro d'Italia, Mondadori, 1981
Sembra rappresenti insieme tutte le speranze e le ansie che accompagnano una partenza per un luogo sconuosciuto.
Assomiglia all'incipit di un racconto di Buzzati.

Ho visto correre il tempo, ahimè, quanti anni e mesi e giorni, in mezzo a noi uomini, cambiandoci la faccia a poco a poco; e la sua velocità spaventosa, benché non cronometrata, presumo sia molto più alta di qualsiasi media totalizzata da qualsiasi corridore in bicicletta, in auto o in aeroplano-razzo da che mondo è mondo.
da Corriere della sera, 20 maggio 1949; anche in Dino Buzzati al Giro d'Italia, Mondadori, 1981
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Ho rubato a
fantasy_caill questo meme che trovo molto carino^^
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Nick Cave, Do you love me?
( lyric )
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A mezzanotte si è chiuso il sesto prompt della tabella
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Figli di Gondor, figli di Rohan.. fratelli miei... vedo nei vostri occhi, la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore... ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà... in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza... ma non è questo il giorno... ci sarà l'ora dei lupi... e degli scudi frantumati quando l'era degli uomini arriverà al crollo... Ma non è questo il giorno! Quest'oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro... su questa bella terra... v'invito a resistere! Uomini dell'Ovest!
Sons of Gondor ! Of Rohan ! My brothers. I see in your eyes the same fear that would take the heart of me. A day may come when the courage of Men fails, when we forsake our friends and break all bonds of fellowship, but it is not this day. An hour of wolves and shattered shields when the Age of Men comes crashing down, but it is not this day ! This day we fight ! By all that you hold dear on this good earth, I bid you stand, Men of the West!
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Non pensateci su troppo. Scrivete 15 libri che avete letto a cui siete particolarmente legati. Scrivete i primi 15 che vi vengono in mente in 15 minuti. Taggate 15 amici, me inclusa.
ladymacbeth77,
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Non pensateci su troppo. Scrivete 15 libri che avete letto a cui siete particolarmente legati. Scrivete i primi 15 che vi vengono in mente in 15 minuti. Taggate 15 amici, me inclusa.
- Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar
- Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
- Il Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien
- Imagica di Clive Barker
- Le Nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley
- L’Esilio di Sharra di Marion Zimmer Bradley
- David Golder di Irene Némirovsky
- La Furia di Alan D. Altieri
- Terre Desolate di Stephen King
- Dune di Frank Herbert
- Non è un Paese per Vecchi, di Cormac McCarthy
- Introduzione alla cultura giapponese, saggio di antropologia reciproca di Hisayasu Nakagawa
- Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati
- Sinisgalli e la cultura utopica degli anni Trenta di Giuseppe Lupo
- Il Calice di Fuoco di J.K. Rowling
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Alla fine ho deciso di raccogliere tutti i miei racconti e fanfiction in un archivio almeno vagamente ordinato. Ed è nato questo lj:
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La mano ferma e felice di Billy Wilder dirige William Holden, Gloria Swanson e Erich von Stroheim in questo "dramma della gelosia" tra le colline di Hollywood
Joe Gillis è uno scrittore di sceneggiature in crisi di ispirazione e quindi in bolletta. Un pomeriggio, per sfuggire ai creditori che volevano sequestrargli l'automobile, si rifugia in quella che sembra una villa abbandonata sulle colline di Hollywood e qui incontra Norma Desmond, diva del muto ritiratasi a vita privata e il maggiordomo Max von Mayerling. Un po' per denaro, un po' per noia decide di correggere il copione che la donna ha scritto per il proprio ritorno sul grande schermo: Salomè. La lunga convivenza tra i due li porta ad intrecciare un rapporto morboso che si risolverà in modo drammatico.
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Nefertiti di Jasmina Tesanovic su
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Titolo: Nefertiti. L'amore di una regina eretica nell'antico Egitto
Autore: Jasmina Tesanovic
Autore: Jasmina Tesanovic
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Titolo: Sex and the City
Anno: 2008
Regia: Michael Patrick King
Attori: Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis, Cynthia Nixon e Chris Noth
Il ritorno di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, stavolta su grande schermo. Le quattro “ragazze” si ritrovano alle prese con gl’incerti delle relazioni a lunga durata: sopravvivere ad un abbandono davanti all’altare, ad un tradimento, al logoramento della vita di coppia o affrontare la paura che qualcosa possa distruggere la propria felicità.
Ho gironzolato attorno a questo DVD per un po' attendendo che scendesse di prezzo e venisse messo nelle offerte speciali, e ho fatto bene.
Film grazioso, bei vestiti, belle ambientazioni, impegno del cervello? 2% a far tanto, eppure nonostante una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti si è rivelata una storia godibile e rilassante.
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Approfittando di Agosto per vedere un po' di DVD arretrati...
Titolo: Vaghe Stelle dell'Orsa
Anno: 1965
Regia: Luchino Visconti
Attori: Claudia Cardinale, Michael Craig, Jean Sorel, Renzo Ricci, Marie Bell, Vittorio Manfrino, Renato Moretti, Paola Pescini, Isacco Politi, Giovanni Rovini, Ferdinando Scarfiotti, Amalia Troiani, Fred Williams.
Dopo anni di assenza Sandra (Claudia Cardinale) torna a Volterra, sua città natale. Motivo del ritorno è la donazione del giardino di famiglia al Comune come parco pubblico intitolato alla memoria del padre. L’accompagna il marito Andrew (Michael Craig), desideroso di conoscere l'ambiente in cui la moglie ha vissuto la sua gioventù.
Nel vecchio palazzo di famiglia però aleggiano i fantasmi di un passato inquietante e di avvenimenti morbosi legati al rapporto esclusivo che Sandra aveva con il fratello Gianni e al sospetto che la madre dei ragazzi, ora ricoverata in una casa di cura per malattie mentali, avesse, durante la Seconda Guerra Mondiale denunciato (con la connivenza di Gilardoni, suo amante, che poi avrebbe sposato), il marito, di origine ebraica, che sarebbe in seguito morto in campo di concentramento.
Andrew, messo a parte delle vecchie dicerie sui fratelli da Gilardoni, dopo aver affrontato la moglie relativamente ai segreti del suo passato abbandona la casa e la invita a fare lo stesso.
Sandra però prima deve chiudere i conti con il fratello, che convince a distruggere il romanzo che stava scrivendo su loro due, ma quando questo, come già altre volte in passato minaccia il suicidio gli volta le spalle lasciandogli compiere, finalmente, quel gesto estremo.
Non un brutto film, ma molto datato e sovraccarico, sicuramente Visconti ha fatto di meglio in altre pellicole, come La caduta degli Dei, Senso o Rocco e i suoi fratelli.
Titolo: Vaghe Stelle dell'Orsa
Anno: 1965
Regia: Luchino Visconti
Attori: Claudia Cardinale, Michael Craig, Jean Sorel, Renzo Ricci, Marie Bell, Vittorio Manfrino, Renato Moretti, Paola Pescini, Isacco Politi, Giovanni Rovini, Ferdinando Scarfiotti, Amalia Troiani, Fred Williams.
Dopo anni di assenza Sandra (Claudia Cardinale) torna a Volterra, sua città natale. Motivo del ritorno è la donazione del giardino di famiglia al Comune come parco pubblico intitolato alla memoria del padre. L’accompagna il marito Andrew (Michael Craig), desideroso di conoscere l'ambiente in cui la moglie ha vissuto la sua gioventù.
Nel vecchio palazzo di famiglia però aleggiano i fantasmi di un passato inquietante e di avvenimenti morbosi legati al rapporto esclusivo che Sandra aveva con il fratello Gianni e al sospetto che la madre dei ragazzi, ora ricoverata in una casa di cura per malattie mentali, avesse, durante la Seconda Guerra Mondiale denunciato (con la connivenza di Gilardoni, suo amante, che poi avrebbe sposato), il marito, di origine ebraica, che sarebbe in seguito morto in campo di concentramento.
Andrew, messo a parte delle vecchie dicerie sui fratelli da Gilardoni, dopo aver affrontato la moglie relativamente ai segreti del suo passato abbandona la casa e la invita a fare lo stesso.
Sandra però prima deve chiudere i conti con il fratello, che convince a distruggere il romanzo che stava scrivendo su loro due, ma quando questo, come già altre volte in passato minaccia il suicidio gli volta le spalle lasciandogli compiere, finalmente, quel gesto estremo.
Non un brutto film, ma molto datato e sovraccarico, sicuramente Visconti ha fatto di meglio in altre pellicole, come La caduta degli Dei, Senso o Rocco e i suoi fratelli.
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Beijing Story di Tongzhi su
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Ultimo tango a Pechino. Nella Cina ricca e spietata degli anni recenti, un giovane capitano d’industria abituato a comprare tutto – anche l’amore di chi non lo ama – incontra un ragazzo quasi adolescente, che si prostituisce per necessità economica o forse per autopunizione, e con lui brucia per la prima volta nel fuoco di una passione erotica che cambierà la vita di entrambi.
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Ieri a mezzanotte si è chiuso il quinto prompt della tabella
12_segni: Leo, e si è aperto il sesto: Virgo.
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Leoni per
12_segni
Autore:
taurie_2020
Titolo: Leoni
Tabella/Prompt 05.Leone
Fandom: nessuno, è un'original che fa parte del progetto
chr_avanemna
Personaggio: Jayden delle Isole, Karl e Lance di Schulte, Imperatore Murdok
Nota: visto che cade sotto il suo segno (e non le ho scritto nulla per il compleanno) la dedico a
dhely
Beta:
ewyn
Tabella: qui
Karl sedeva al proprio scrittoio.
Lavorava in modo rapido e preciso. Leggeva i rapporti che le sue spie gli mandavano da ogni parte dell’Impero, i dispacci cifrati e metteva ognuno nella giusta ottica, e nella corretta scala d’importanza. Ormai riusciva a fiutare un’informazione falsa, o un rapporto steso con un po’ troppa fantasia, giusto per compiacerlo.
Titolo: Leoni
Tabella/Prompt 05.Leone
Fandom: nessuno, è un'original che fa parte del progetto
Personaggio: Jayden delle Isole, Karl e Lance di Schulte, Imperatore Murdok
Nota: visto che cade sotto il suo segno (e non le ho scritto nulla per il compleanno) la dedico a
Beta:
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Che importa se tu non puoi vedere il mio lato più oscuro?
Nessuno cambierà mai questo animale che sono diventato
Aiutami a credere che non sia il vero me
- Three Days Grace -

Art by Heise
Nessuno cambierà mai questo animale che sono diventato
Aiutami a credere che non sia il vero me
- Three Days Grace -

Art by Heise
Karl sedeva al proprio scrittoio.
Lavorava in modo rapido e preciso. Leggeva i rapporti che le sue spie gli mandavano da ogni parte dell’Impero, i dispacci cifrati e metteva ognuno nella giusta ottica, e nella corretta scala d’importanza. Ormai riusciva a fiutare un’informazione falsa, o un rapporto steso con un po’ troppa fantasia, giusto per compiacerlo.
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Ieri a mezzogiorno e mezzo io e
la Twin abbiamo spento il pc, ci siamo alzate e abbiamo cominciato il week end!
Dopo esserci vestite per l'occasione abbiamo preso la macchina e siamo andate a Verona, dove abbiamo fatto un po' di shopping per le eleganti vie del centro e cenato in un bel locale innaffiando il cibo con una buona bottiglia di vino, poi ci siamo presentate al "Gate 1" dell'Arena, sezione "poltronissime" una ventina di minuti prima l'inizio dello spettacolo per prendere possesso dei nostri posti numerati di platea.
Secondo me l'Arena di Verona è la cornice perfetta per l'opera lirica, soprattutto in queste notti di mezza estate, quando si può godere della buona musica all'interno di un palcoscenico naturale, con due millenni di storia sulle spalle.
Oggi invece siamo riuscite a pranzare con la nostra
Micia e festeggiare, seppure con un po' di ritardo, il suo compleanno^^

Calaf
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia.
Le donne
Il nome suo nessun saprà…
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!
Calaf
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
All'alba vincerò! Vincerò!
Calaf
None shall sleep! None shall sleep!
Even you, O Princess,
in your cold bedroom, watch the stars
that tremble with love and with hope...
But my secret is hidden within me;
none will know my name!
No, no! On your mouth I will say it
when the light shines!
And my kiss will dissolve
the silence that makes you mine!
A chorus of women
No one will know his name...
and we will have to, alas, die, die!
Calaf
Vanish, o night! Set, stars! Set, stars!
At daybreak I shall win! I shall win! I shall win!
( Libretto )
Dopo esserci vestite per l'occasione abbiamo preso la macchina e siamo andate a Verona, dove abbiamo fatto un po' di shopping per le eleganti vie del centro e cenato in un bel locale innaffiando il cibo con una buona bottiglia di vino, poi ci siamo presentate al "Gate 1" dell'Arena, sezione "poltronissime" una ventina di minuti prima l'inizio dello spettacolo per prendere possesso dei nostri posti numerati di platea.
Secondo me l'Arena di Verona è la cornice perfetta per l'opera lirica, soprattutto in queste notti di mezza estate, quando si può godere della buona musica all'interno di un palcoscenico naturale, con due millenni di storia sulle spalle.
Oggi invece siamo riuscite a pranzare con la nostra

Calaf
Nessun dorma! Nessun dorma!
Tu pure, o Principessa,
nella tua fredda stanza guardi le stelle
che tremano d'amore e di speranza...
Ma il mio mistero è chiuso in me,
il nome mio nessun saprà!
No, no, sulla tua bocca lo dirò,
quando la luce splenderà…
Ed il mio bacio scioglierà
il silenzio che ti fa mia.
Le donne
Il nome suo nessun saprà…
E noi dovrem, ahimè, morir, morir!
Calaf
Dilegua, o notte! Tramontate, stelle!
All'alba vincerò! Vincerò!
Calaf
None shall sleep! None shall sleep!
Even you, O Princess,
in your cold bedroom, watch the stars
that tremble with love and with hope...
But my secret is hidden within me;
none will know my name!
No, no! On your mouth I will say it
when the light shines!
And my kiss will dissolve
the silence that makes you mine!
A chorus of women
No one will know his name...
and we will have to, alas, die, die!
Calaf
Vanish, o night! Set, stars! Set, stars!
At daybreak I shall win! I shall win! I shall win!
( Libretto )
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content
Happy Birthday
cal_in_bloom
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...
Una valigia di sogni prima della partenza
Da domani vacanza
Una valigia di sogni prima della partenza
Da domani vacanza
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